La conoscenza della mente

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Nel 34° capitolo della Sukla Yajur Veda Samhita,  vi è un inno di sei versi chiamato Siva Sankalpam Astu,  nel quale la natura della mente viene discussa in maniera elaborata.

 Una volta sveglia (la mente)  si rivolge all’esterno (percepisce il mondo esteriore),  durante lo stato di sogno ritorna in sé stessa. Tramite il suo ausilio si riesce a conoscere Papa e Punyam (atti e omissioni), così anche il passato, il presente e il futuro, quella che illumina la luce, e che è l’Uno. Possa la mia mente essermi propizia è il mio sincero augurio o possa quella mente ritornare a me dotata di  virtù e conoscenza per aver fatto esperienza del mondo esterno.

Osserva il tuoi pensiero  altrimenti diventerà la tua azione

Osserva la tue azione altrimenti diventerà le tua abitudine

Osserva la tua abitudine altrimenti diventerà la tua personalità

Osserva la tua personalità altrimenti diventerà la tua vita.

 Se osserviamo la nostra vita, possiamo accorgerci che ciò che chiamiamo la “nostra vita” inizia da un pensiero, e sarete sorpresi di scoprire quanti pensieri che crediamo nostri  ci sono stati invece dati, “iniettati” e provengono dal’esterno.

Per esempio, ai nostri tempi cosa succedeva : “Io volevo diventare un dottore ma non mi è stato possibile ed in me c’è molta frustrazione.  Volevo realizzarmi come dottore e non mi è stato possibile. Allora cosa faccio? Trasmetto questo peso a mio figlio,  gli “inietto”, trasferisco  questo pensiero: “Dovresti essere un dottore”.  Adesso il bambino cosa penserà?

E’ la mia frustrazione, e sono io che ho inserito questo pensiero nella mente del bambino, ma il bambino crederà che il pensiero sia suo, e questo pensiero influenzerà le sue azioni, le sue abitudini e la sua personalità e infine la sua vita.

Succede così o no?

Diciamo  sempre: “Questa è la mia vita” ma, in realtà, io sto vivendo per me stesso o per quanto mi hanno trasferito gli altri?

A volte succede in questo modo: quando ho un prurito alla schiena, in un punto dove le mie mani non possono arrivare, allora cosa faccio? Vi chiederò: “Avete del prurito dietro  alla schiena?” Io posso grattare il vostro prurito e in cambio voi mi gratterete il mio. Accade così, o no?

Quando diciamo che viviamo per gli altri e che la nostra vita ha significato se spesa per gli altri … è realmente per gli altri?

Ora una persona può letteralmente distruggervi trasmettendovi  un pensiero e viceversa  una persona può tirarvi su sempre  trasmettendo in voi un pensiero differente.

Tutto il mondo si muove in base ai pensieri, il potere dei pensieri è così grande che non potete immaginarlo,  vi faccio un esempio passo passo, è una cosa molto semplice:  quando vi dico: “Oh siete belli”, cosa vi succede? sorriderete come per la pubblicità di un dentifricio.

Adesso, se invece vi dico: “Siete veramente degli stupidi!”, cosa succederà? Vi verrà una faccia da “pagare le tasse”.

Accade così, o no? Una parola, qualsiasi, che sia “bello” o “stupido” ha il potere di cambiare tutta la vostra giornata,  il vostro stato d’animo, ogni cosa.

Perché succede? Qui lo discuteremo in dettaglio.

Nella vita le persone sono egoiste, non ho trovato nessuno che non sia egoista, che sia senza ego.

Per una persona comune,   “me”  significa “la sua famiglia”, e oggigiorno cos’è la famiglia per una persona comune?  Me e il mio. E cos’è mio?  Io e ancora io. Questo è l’attuale concetto di famiglia.

Attualmente a nessuno importa degli altri ed in questo modo il mondo non progredisce.

Sono sempre occupato da me e me. Ciò significa che per me il concetto di “sé” si limita al mio corpo, o ciò che da del benessere al corpo o a ciò che è connesso a questo corpo, che siano parenti, cose o persone.

Il  passaggio successivo è questo : se considero che il “me stesso” sono io, me stesso e la mia famiglia, cioè i figli, il concetto di “me” si è espanso, prima era solo il mio corpo e ciò che era connesso al mio corpo, ora il “me” include la mia famiglia e anche le persone in relazione con la mia famiglia.

Ora, osserviamo meglio, se una persona è presidente di una regione, e si occupa di una regione, è in relazione con quella regione  e così il “sé” si espande ulteriormente.

Per il capo di una nazione, il suo “sé” si espande a tutta la nazione, almeno così dovrebbe..

In ognuno di questi casi potete vedere come il senso di “sé” si espande. Il “sé” non dovrebbe mai contrarsi.

Se osserviamo noi stessi, nel nostro caso il senso di “sé” si espande? O si contrae?

Se il vostro “sé” si espande vuol dire che state crescendo, se invece si contrae, state perdendo qualcosa …

Vi do un compito a casa, osservate se il vostro “sé”, ed osservate: si sta espandendo o contraendo?

Se si sta espandendo, quali sono gli aspetti positivi? E quali quelli negativi? I pro e contro. E come gestirli? Rimanendo fermi o continuando a espandersi?

E se realmente si sta contraendo, è arrivato per voi  il momento di osservare i punti di forza e le debolezze, e soprattutto guardate i lati negativi, evidenziandoli e lavorando su di loro.

Ciò che chiamiamo vita è relazionato all’espansione. Osservate, se la mia vita si espande io sarò in grado di  accogliere, infatti potete accogliere le persone quando la vostra vita si espande.

Potete osservare questo: l’accoglienza diventa spontanea quando la mia vita si espande. Se la vita non si espande non sarò capace di accogliere.

Se osserviamo la nostra vita, la nostra vita sospinta da pensieri molto piccoli.

Osservate questo punto, ad esempio, sono il vostro vicino e pulisco la mia stanza e poi metto la spazzatura davanti alla vostra porta. Lo accetterete? Se siete  persone educate rimarrete calmi e direte: “Non importa, lo farà per un giorno o due, poi sicuramente pulirà”, ma se il vicino continua per un tempo più lungo, allora cosa farete, vi chiederete: “Ma cosa sta facendo?” Sicuramente non vi piacerà.

Significa che non vi piace che qualcuno vi metta cose non desiderate davanti alla vostra porta o alla vostra casa.

Allo stesso modo, se comincio a inculcare, trasmettere nella vostra mente pensieri che voi non volete, lo accettereste? Vi  farete carico di quei pensieri felicemente? E’ così o no? Questa è la nostra vita.

Portiamo questi “pensieri spazzatura”, trasferiti  dall’ esterno,  senza esserne consapevoli. Ognuno di noi, in ogni momento. Realmente sciupiamo un molto del nostro tempo per portarci appresso  pensieri  che ci hanno trasferito  altri e che non vorremmo. E’ vero o no?

Guardate qualsiasi pubblicità, sono pensieri che desideriamo? O che non desideriamo?

Una cosa piccola crea una grande differenza nella vita.

Ad esempio, l’ho osservato in me e sicuramente lo avrete osservato in voi stessi, quando andate in un grande centro commerciale, andate lì per per comprare alcune cose, e alla fine comprate tutto,  all’uscita vi accorgete che avete comprato molte molte altre cose. Accade o no? Se non vi accade è ottimo, ma di solito cosa succede? Fate una lista di ciò che vi serve, specificate ogni cosa anche i marchi dei prodotti,  arrivate al centro commerciale poi non la controllate più di tanto, cercate di ricordarvela  e comprate le cose, ma alla fine, all’uscita scoprirete che avete messo molte  cose in più nel carrello. Come succede?

Perché vedete qualcosa e pensate: “Ah, questo potrebbe essere utile!” Si o no?

“Potrebbe essere utile”, non so se veramente se questa cosa sia utile o no,  non mi soffermo tanto a pensarci, e quel pensiero: “Potrebbe essere utile” distrugge il mio tempo, le mie risorse e ogni cosa? Succede così.

 

Ora, qui il testo dice: “La mente è un luogo…” per favore è molto importante capire questo, la mente viene definita  un luogo! Adesso dobbiamo guardarla con un po’ di oggettività.

Ad esempio fino ad un giorno fa, prima che voi arrivaste qui,  questo posto era un luogo per voi,  questo  “ashram”  era semplicemente un posto, giusto? Eravate un po’  curiosi, e quando siete arrivati qui in voi c’erano oggettività e curiosità.

Poi vi è stata data una stanza, e, … ora non dovrei dirvelo, ma,  per esempio,  se adesso vi dicessi: “Al piano di sopra adesso c’è una scimmia!!!”  Se vi dico questo: “C’è una scimmia ed è già al piano di sopra”, cosa succede alla vostra mente? Immediatamente cominciate a chiedervi: “Ho chiuso la porta? Ho chiuso la finestra?”

In questo momento  state guardando la stanza in modo  oggettivo? O soggettivo? Afferrate il concetto?

La stanza in sé è un luogo e  se la osservate in quanto luogo c’è oggettività, ma ora se voi pensate : “Quella è la mia stanza! Ci sono le mie cose là!” Avrete oggettività? No Riuscite a vedere cosa succede nella vita?

Questo non vuol dire che nella vita noi dobbiamo abbandonare  le persone o le cose, non dovete fare questo, non dobbiamo abbandonare nulla, ricordatevi questo viene detto dal cosiddetto approccio religioso, qualsiasi religione sia, Induismo, Cristianesimo, Buddismo,  ognuna di queste religioni vi dirà che dovete abbandonare ogni cosa. Ma realmente potete liberarvene? Più cercate di farlo e più rimanete legati.

E ricordatevi di una cosa, nella vostra vita, se c’è una persona che odiate, alla fine proprio di quella persona vi innamorerete. Tutto ciò che voi odiate,  quella cosa succederà nella vostra vita. E’ questa è la legge dell’ attrazione, accade o no?

Vi faccio un altro esempio, lo scopo di questa lezione è aprire la vostra mente, poi procederemo col testo.

Ad esempio:  voi state camminando e vi fate male all’alluce destro, dopo di ciò farete molta attenzione ad evitare di colpire di nuovo quel dito?  Sì,  ma cosa accadrà?  Qualsiasi problema succederà, qualsiasi cosa colpirete  andrà a toccare di nuovo l’alluce destro. Accade o no? E com’è che accade? E perché accade? Ci avete mai pensato? Rifletteteci!

Sto dandovi molte cose da pensare, elaboratele.

Anche se la mente è un luogo enorme, veramente enorme, non potete immaginare quanto, ora consideriamo la nostra mente come se fosse una stanza. Nella stanza sono conservate molte cose, ora è facoltà vostra, sta a voi scegliere cosa conservare o no in quella stanza.

Voglio condividere con voi, una storia che Swami Dayananda, il mio maestro  raccontava spesso:

Un giorno a Rishikesh incontrò un Mahatma, un sadhu, che dormiva sempre all’ aperto,  fuori dal suo rifugio, anche in inverno.

Incuriosito gli chiese: “Perché tu che sei un grande mahatma dormi fuori dal tuo rifugio?”

Il sadhu rispose: Nel mio rifugio non c’è spazio”

“E cosa c’è dentro?”

“No, no, lascia perdere!”

“No, veramente vorrei capire cosa c’è nella tua stanza.”

Quando il sadhu aprì la porta, si vide che, tutto ciò che veniva buttato nell’ashram, il sadhu lo raccoglieva e lo  conservava in quella stanza perché  pensava: “Prima o poi mi servirà”.

La sua stanza così era piena di spazzatura, cose dismesse.  Dopo che si era creato un rifugio per ripararsi, dormiva fuori perché non c’era più posto.

Osserviamo  noi stessi, accade anche a noi o no?

Anch’io quando guardo la mia stanza …  non voglio risparmiare neanche me stesso: la mia stanza è un magazzino, perché?

Quando voglio liberarmi di qualcosa non ci penso mai due volte,  mai, perché se ci pensate due volte non riuscirete  più  a liberarvene. Potrete? No.

Ma per quanto riguarda i libri,  ci penso e ci ripenso, anche quattro, cinque volte e difatti la mia stanza è una gran confusione di libri, però penso che anche nel caso dei libri non dovrei pensarci più due volte…

Perché? Perché nella vita più accumuliamo cose, sia cose che vogliamo o che non vogliamo e più la vita si complica.

Potete osservarlo.

C’è un detto che lo spiega bene: “Quando una persona è sana spende molto tempo per diventare ricca, dopo essere diventata ricca spende quei soldi per riacquistare la salute”. Questo non funziona eppure succede così,  questo è lo scenario in cui viviamo….

E se questo è il nostro caso … ora a questo punto voi potreste dire, “Si, d’accordo,  abbiamo capito che dal pensiero scaturisce l’azione,  dall’azione scaturisce  l’abitudine,  dall’abitudine la personalità e dalla personalità la nostra vita,  ma adesso come è possibile fare il processo inverso?”

Questo è un punto importante da discutere, ed è una cosa molto semplice: per esempio  osserviamo il nostro pensiero, il nostro processo mentale, già ne abbiamo parlato: tutto il mondo si muove sulla base del pensiero. Ad esempio gli scienziati useranno una particolare terminologia, invece gli psichiatri o gli psicanalisti useranno un’altra terminologia, o i praticanti di yoga vi daranno un’altra terminologia, vi parleranno di prana, ognuno userà una data terminologia e vi dirà che in base a ciò il mondo si muove, e ancora, se andate dai politici questi vi diranno che c’è solo una cosa:  il potere,  e in base al potere tutto si muove. E’ così o no?

Se voi capite una cosa, sia che a far muovere  il mondo siano i soldi, il potere, o il prana o qualsiasi altra cosa,  rimane un fatto: abbiamo bisogno di osservare la nostra mente con attenzione, con oggettività.

Perché? Per prima cosa devo considerare  la  mente come un luogo,  è  un posto dove avviene la conoscenza, dove la conoscenza prende posto. Avete capito?

Se la mente è un luogo, un posto dove avviene la conoscenza  allora devo ritirarmi da me stesso, distaccarmi da quel luogo per poter vederlo, distaccarmi dalla mia mente per poter vedere la mia mente.

E’ la prima cosa che dobbiamo fare nella vita, se non riusciamo a compiere questo passo, faremo in modo che la nostra vita si complichi sempre  più. Accade così? O no?

Ecco perché viene sottolineato che il modo in cui voi osservate la vostra mente è molto più importante del contenuto della mente, di ciò che pensate: il modo in cui voi  vi approcciate  alla vostra mente è più importante dei vostri processi mentali più o meno complicati che siano.

Vi faccio un altro piccolo esempio:  se la relazione tra noi è sana e ci comprendiamo a vicenda  ed io vi dico: “Siete stupidi”, questa parola non vi farà nessun effetto,  anzi potreste prenderla in modo positivo perché l’approccio tra noi è buono e la relazione è buona. Ma se la relazione non funzionasse  non devo nemmeno dire una parola,  basta che io giri la testa da un altro lato e … in voi cosa succede? Capite?

La stessa cosa accade per la mente. Avete mai usato del tempo per vedere quale approccio avete nei confronti della vostra mente?

In nome della religione o della spiritualità o di entrambi le cose, siamo sempre  più interessati a raccogliere più e più informazioni, piuttosto che a sviluppare la capacità di osservare la mente.

E ricordatevi: la mente è come un bambino. Avete mai osservato un bambino? E’ molto interessante, si possono imparare molte cose osservando i bambini. Se siete troppo duri e severi con lui, il  bambino vi ascolterà?  No. E se siete troppo amichevoli? Vi rispetterà? No.

E la stessa cosa succederà con la nostra amica scimmia. Noi abbiamo una scimmia qui nell’ ashram, ed è sufficiente una sola scimmia perché tutti diventino pazzi, e tutti le corrano appresso.

A volte va in terrazza, ha imparato ad aprire il rubinetto,  beve l’acqua e poi lascia il rubinetto aperto. Se lasciate biscotti o cibo nella stanza, la scimmia dopo averli mangiati  ha sete e siccome  ha osservato che, quando le persone aprono il rubinetto, l’acqua scorre, questa scimmia va in terrazza, apre il rubinetto e beve, ma poi non sa come chiuderlo, così lo lascia aperto e se ne va. Noi dopo ci rendiamo conto che il serbatoio dell’acqua è vuoto e pensiamo che sia guasto …

Un giorno facevamo  lezione qui e la scimmia ci guardava dalle grate delle finestre.

Quello che voglio sottolineare è questo: la mente non è altro che una scimmia, più cercate di cacciarla e più creerà disastri e se invece non la guardate e la ignorate anche in quel modo è pericolosa. Ciò significa che  bisogna stare attenti, e così anche con la mente bisogna stare attenti, non possiamo essere troppo severi e non possiamo nemmeno darle completa libertà.

Se osservate, alla  generazione attuale, in nome del progresso,  è stata data troppa libertà.

Mi ricordo nella mia infanzia,  nel periodo scolastico l’insegnante aveva il diritto di picchiarci e dopo essere stati picchiati non dovevamo nemmeno dirlo ai nostri genitori perché, se l’avessero  saputo, le avremmo prese  un’altra volta, così, se avevamo qualche livido dovevamo raccontare qualche bugia e dire loro: “No, no,  non è successo niente”.

A causa di questo c’era una sorta di rispetto, quanto meno di timore nei confronti di quell’insegnante, ma ora se solo  un insegnante sgrida un bambino, non parliamo nemmeno che picchi,  è finita.

A quel punto, quel bambino sarà capace di imparare da quell’ insegnante?

Questo non avviene solo in un paese, questo succede in tutto il mondo.

E se diamo completa libertà alla scimmia,  cosa succederà?

Adesso guardiamo noi stessi,  cosa facciamo nella nostra vita? Diamo libertà assoluta alla nostra mente o no? Ed è sano tutto questo?   Dobbiamo comprendere quanta libertà è lecito dare alla mente e comprendere, come viene sottolineato bene in questo testo, che  da un pensiero scaturisce un’ azione.

Ora vi do un esempio: ogni volta che cambio posizione, muovo il collo, le gambe, le mani, ecc. perché lo faccio? C’è sempre  un pensiero sottostante, oppure avviene senza che me ne renda conto,  oppure per abitudine che è comunque riconducibile a un pensiero.

Ad esempio il pensiero dice: “Ahi, stare seduto così doloroso”,  e allora cosa faccio?  Senza riflettere, senza verificare se è giusto o no, se il dolore è sopportabile o no, se posso gestirlo o no, cosa faccio? Avete capito? Non appena avviene il pensiero questo subito si traduce in azione.

Quando  c’è dolore devo cambiare posizione! È corretto,  ma prima di farlo, non dovrei almeno chiedermi se il dolore è sopportabile o no? Se posso gestirlo o no? Avete compreso?

Vi faccio un altro esempio: molti bambini piccoli hanno l’abitudine di succhiarsi il pollice, in tutto il mondo

i bambini hanno questa abitudine. Ora, quando il bambino ha questa abitudine, è compito dei genitori fargliela cambiare perché quella azione per un po’ di tempo è stata utile al bambino ma ora per lui non è  più conveniente continuare a succhiarsi il pollice. Ora i genitori devono prendersi cura che questa abitudine non continui.

Se la nostra mente ha sviluppato un abitudine,  non c’è  nulla di sbagliato, ma siamo noi che dobbiamo diventare responsabili  e assicurarci se è utile che questa abitudine rimanga o no. Lo facciamo?

 

Sarete sorpresi di sapere che la mente ha una forza tremenda, in base al modo in cui voi considerate  la vostra mente in quello stesso modo la mente funzionerà.

Se considerate la vostra mente stupida voi diventerete stupidi, invece se considerate la vostra mente come un grande strumento scoprirete che la mente vi darà il  meglio di sé.

E come rendere la mente uno strumento migliore?  lo vedremo nella prossima lezione.

Swami Ananda Chaitanya