La meditazione non può darvi la felicità

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Abbiamo già chiarito che il compito della meditazione non è dare la felicità, come molti invece affermano. Se praticate la meditazione per raggiungere la felicità cosa ottenete? La meditazione diventa un’azione ed essendo un’azione, se vi dà felicità,  questa sarà una felicità temporanea, come ogni altra cosa creata nel tempo. Siete interessati a una felicità transitoria? Se lo siete a questo punto non ho altro da dirvi, ma noi tutti, qui,  non siamo interessati a quel tipo di felicità. Vi do la possibilità di scegliere: “Volete  una felicità che duri per sempre o una felicità che duri per un po’?” Tra queste due sicuramente sceglierete la prima. Certamente, se non avete altra scelta, vi accontenterete della felicità transitoria ma, se volete una felicità permanente, questa felicità non può essere il prodotto di un’azione, nemmeno della meditazione. La meditazione non può darvi la felicità. Capite il concetto? Perciò, come abbiamo già discusso alla fine della lezione precedente, qual è il compito della meditazione? Rendere la mente disponibile alla conoscenza. E’ la conoscenza che mi darà quella libertà e felicità che sarà con me per sempre e per fare in modo che la conoscenza avvenga ho bisogno che la mia mente sia disponibile. Come posso rendere la mente disponibile? Con la disciplina e non solo con la mera pratica, più cercate di praticare e più la mente si intratterrà nella pratica dimenticandosi lo scopo della pratica, bisogna fare in modo di disciplinare la mente e permetterle, in modo sistematico, di allenarsi ad essere disciplinata.

Ora per tutti noi è diventato chiaro: la meditazione è un processo che dà l’opportunità di addestrare la mente, in modo che diventi disponibile alla conoscenza o potremmo anche dire, in modo che la mente diventi disponibile, poiché per la maggior parte del tempo  la mente non è disponibile. Ogni volta che siete infelici o felici questo avviene perché la vostra mente è occupata da un certo pensiero e cosa succede? A causa di quel pensiero o salterete dalla gioia o vi abbatterete. Accade così o no? Ogni volta che la vostra mente è occupata da un pensiero piacevole siete euforici e saltate dalla gioia ed invece se siete depressi è perché la mente è occupata da un pensiero infelice. Siete felici o infelici ogni volta che la vostra mente è occupata e senza la corretta comprensione, la ‘pratica’ meditativa diventa un altro tipo di occupazione, se un giorno la vostra pratica è buona sarete molto felici e se il giorno dopo la vostra pratica non è al livello che desiderate vi sentirete giù. Succede così o no? Infatti spesso dite: “Oggi la mia meditazione è stata eccellente”, oppure: “Oggi non è stata al meglio!” Perché?  Perché fate l’errore di considerare la meditazione una pratica e così facendo inizierete a fare paragoni e raffronti e col tempo vi stancherete anche di praticare,  perché dire  pratica equivale a dire  lavoro. Potrete lavorare 24 ore al giorno? No.

Ciò significa  che la pratica meditativa verrà eseguita per un determinato tempo, ma, onestamente parlando, quella non è meditazione. Se invece ci avviciniamo alla meditazione come a una disciplina spirituale, questa meditazione durerà 24 ore su 24. Ora, prima di potervi far comprendere pienamente che la meditazione è una disciplina spirituale, vi illustrerò alcune forme di meditazione propedeutiche. Molta confusione nasce dal fatto che queste meditazioni propedeutiche vengono invece ritenute la forma ultima della meditazione…tratto dagli insegnamenti di Swami Ananda Saraswati sulla meditazione