Osserva il tuo pensiero o diventerà la tua azione… la nostra vita scaturisce da un pensiero

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Come abbiamo discusso precedentemente … spero che ricordiate l’affermazione:  “Osserva  il tuo pensiero o diventerà la tua azione, osserva la tua azione o diventerà la tua abitudine,  osservate la tua abitudine o diventerà  la tua personalità, osserva la tua personalità altrimenti diventerà la tua vita”.

La nostra vita scaturisce da un pensiero, qualcuno ci può trasferire un pensiero, e senza che ce ne rendiamo conto lo usiamo e si trasformerà alla fine nella nostra vita. Accade questo?

Ad esempio: un padre voleva diventare ingegnere o medico non ha potuto farlo, cosa farà?  Trasferirà quel pensiero, lo metterà nella testa del proprio figlio e ora,  il povero bambino che nemmeno sa cosa vuol dire essere ingegnere o medico,  ma si metterà all’opera per diventare medico o ingegnere, così come voleva il padre.

Ora è diventato un dottore, e ora ditemi, questa cosa è realmente la sua vita? O il desiderio inappagato di qualcun altro?

E’ un piccolo esempio, voi potete osservare la vostra vita.

Ecco perché è molto importante osservare ogni piccolo pensiero che ci viene in mente, il problema che abbiamo tutti noi invece è che ogni pensiero che ci viene in mente lo consideriamo  positivo, affine a noi non lo oggettiviamo mai, non riusciamo a vederlo in modo oggettivo.

Vi ho già fatto anche l’esempio della scimmia, ve lo ripeto velocemente, alcuni giorni fa, quando avete saputo che sareste venuti qui, qual era il vostro pensiero? Quando siete arrivati avete visto il luogo, avete visto le stanze e non c’era alcun problema.

Ora siete qui e vi dico questo: “C’è una scimmia al primo piano!” Il primo pensiero  che avete è: “La mia stanza è chiusa o aperta? e la mia finestra?”

Prima guardavate le stanze in modo oggettivo,  ma ora come guardate adesso quella stanza? Capite la differenza? Quando affermo che c’è una scimmia al primo piano…  cosa vi accade? Com’è  che guardate a quella stanza? Capite adesso la differenza? Questo è il problema che abbiamo nella vita.

Ogni volta che abbiamo un problema è a causa di questo.

Osserviamo un’altra situazione  (Swami Ananda prende in mano un fiore): ora faccio cadere questo fiore oppure ci gioco e lo passo da una mano all’altra,  o strappo i petali,  questa cosa non vi tocca tanto. Adesso però vi dico: “Questo è il tuo fiore, appartiene a te, ora durante la lezione lo prendo un attimo in prestito per fare degli esempi”,  e poi comincio a giocarci, ora cosa  accade in ognuno di voi?  Pensate: “Aaaah quello è il mio fiore! adesso si rovina! No, no”… Accade questa cosa o no? Perché?

Prima con lo stesso fiore facevo la stessa cosa e andava tutto bene, non avevate nessun problema ora appena vi dico:  “E’ il tuo fiore, lo predo un attimo in prestito”  e poi  comincio a giocarci, cosa succede e perché?

Dovete stare molto attenti a questo: tutti i nostri conflitti e tutta la nostra confusione sono in relazione a questo esempio. Più comprendi e assimili questo concetto e più godrai della tua vita. E’ molto semplice ma non è così facile.

Ora potremmo chiederci: “Come assimilare questo concetto, come guardare a questa cosa?”

Già lo abbiamo discusso:  la mente è un luogo, è  come uno spazio, per questo vi ho fatto l’esempio di questo ashram,  fino a quando guardate alla vostra stanza in modo oggettivo, fino a quel momento godrete della vostra stanza, ma se la guardate in modo soggettivo potete goderne?

Abbiamo una convinzione che per godere di alcune cose dobbiamo possederle. Non è corretto, infatti se non possedete le cose ne godrete molto, come  guardate l’alba, guardate  il tramonto … e li possedete? No. Ma ne godete o no? godete della spiaggia o  no? Ma la possedete?

Se doveste possedere una spiaggia non sarete più capaci di goderne, appena qualcuno ci camminasse sopra comincereste a chiedervi: “E perché questa persona è li? E perché cammina lì? Cosa accade”.  Ogni cosa farà scatenare in voi una domanda.

Più penso che per godere  nella vita devo possedere cose o persone , più soffrirò.  E questa è la situazione attuale.

Possediamo tutto e cerchiamo di possedere anche le persone, specialmente in Occidente ma adesso anche in India, ecco perché questa generazione non si sposa,  i giovani non vogliono essere posseduti da nessuno: “ Io sono come sono e tu sei come sei, condividiamo del tempo per alcune cose e finché va tutto  bene,  Ok e poi: “Ciao, ciao!” e questo è un estremo.

Il concetto diventato predominante è:  “Senza che io me ne renda conto, io voglio godere delle cose e delle persone, possedendole” ma, onestamente, per godere della vita non dobbiamo possedere cose o oggetti,  è molto semplice.

Ora vi faccio una domanda,  ditemi:  “Il corpo che avete è vostro?”  Voi  dite sì, ma non è così perché vostro padre potrebbe reclamarlo, potrebbe dire: “Ehi è mio!” e anche vostra madre potrebbe dire: “Ehi, metà di quel corpo è anche mio”,  e anche tutti i vostri parenti potrebbero dire: “Anche noi abbiamo contribuito tanto!”  E quanta pasta e pizza e altre cose avete mangiato?  Anche il contadino potrebbe dire: “Anch’io ho contribuito al vostro corpo.” E anche il governo potrebbe dire: “Eh no, il tuo corpo appartiene a me, alla nazione, è il nostro corpo”, e alla fine i batteri che vivono nel vostro corpo potrebbero dire:  “E’ il nostro corpo, è della nostra famiglia,  dei nostri antenati, viviamo qui da molte generazioni,  è una nostra proprietà.”  E se vi sposate,  sia che  sia la vostra “dolce metà” o “amara metà”, vi dirà: “Metà del  tuo corpo appartiene a me” , e i vostri figli diranno: “Il tuo corpo appartiene anche a noi”. Dove siete voi a questo punto?  Esistete? Voi dite che è il vostro corpo, e che appartiene a voi, invece quante persone proclamano di avere diritto sul vostro corpo? Ma voi cosa dite?

Ogni volta che pensate che questo sia il vostro corpo,  godete o soffrite ?

Invece se riuscite a capire che il corpo vi è stato dato, e che dovete prendervene cura, farne buon uso, ne godrete o no? E’ una semplice logica,  ed è la stessa cosa per quanto riguarda la mente.

È molto grossolano guardare al corpo e cercare di comprendere il concetto di corpo ma non è così semplice per quanto riguarda la mente.

Leggiamo il primo verso:

Il primo verso dice molto bene: “Quella mente”,  e cosa intende con “quella mente” ? è la mia mente, e prosegue “che possa essermi d’auspicio” ,  “Che quella mente possa essere di auspicio, e questo è il mio sincero augurio”

Osserviamo questo verso con attenzione.

Noi abbiamo  desideri ma per la maggior parte del tempo i nostri desideri  fluttuano, come nei bambini. Un bambino vede una palla, la vede e dice: “ La voglio! la voglio! la voglio!”, se riuscite ad allontanarlo un po’ e a portarlo in un altro posto, il bambino dimenticherà la palla e vi chiederà un’altra cosa.

Accade o  no? Osserviamo noi stessi, facciamo la stessa cosa o no? Significa che tutto ciò che noi vediamo vorremmo possederlo,  i nostri desideri fluttuano in base a ciò con cui veniamo a contatto, e se è così allora siamo ancora bambini o siamo persone adulte?

Nel testo qui viene sottolineato: non voglio desideri ordinari,  voglio un desiderio sincero puro,   qui, come quando facciamo il sankalpa,  in ogni puja, in ogni cosa che facciamo quando usiamo questa parola sankalpa  significa che stiamo formulando un desiderio forte e sincero,  non è solo augurarsi qualcosa ma poi è rafforzarla.

Se osservate la vostra vita …  tratterò questo punto velocemente:  (Swami Ananda prende un fiore in mano) ora vedete questo fiore  ed è un semplice fiore, ma se ora vi dico: “Fate attenzione, questo fiore ha un potere magico, se  riuscite a possederlo potete ottenere tutto ciò che volete, ogni vostro desiderio sarà appagato.” Ora cosa vi accadrà? Vorrete questo fiore o no? Tutti si faranno avanti!

Cercate di capire, prima il fiore era un semplice fiore, se vi dicevo: “Prendetelo” voi  dicevate:  “Boh, che ce ne facciamo?”, ora che vi ho detto che questo è un fiore magico ora cosa accade? Dite tutti: “Lo voglio!”

Cercate di capire come un piccolo desiderio così si rinforza.

Ma qui dice che  avete bisogno di avere un desiderio non ordinario ma un desiderio sincero.

Cosa accade a noi? Convertiamo le nostre fantasie e capricci in desideri. Accade o no?  E se convertite le vostre fantasie in desideri sarete felici o no? Succede a tutti.  Osservatevi,  avete tutto,  possedete tutto,  o no? E malgrado ciò perché non siete felici? Siete infelici perché convertite le vostre fantasie in desideri e li volete soddisfare,  e più cercate di possedere e più sarete infelici. E’ molto semplice.

Quello che dovete fare è avere desideri legittimi.

Vi faccio un esempio relativo al cibo: “Il dolce è molto buono, devo averlo!” ma prima di mangiarlo  dovrei chiedermi: “Sono diabetico o  posso mangiare dolci?”, che i dolci siano buoni non vuol dire che io ne debba mangiare,  devo verificare se il dolce mi faccia bene o meno. Lo faccio o no?

Tutto ciò che la mente dice,  o tutto ciò che la mente vuole assaggiare attraverso la lingua, e il gusto, tutto ciò che la mia mente vuole veder attraverso gli occhi, lo faccio o no?

E’ ciò che viene sottolineato qui. Il primo concetto è:  voi dovete guardare alla vostra mente come ad un luogo.  E’ un luogo e ci deve essere uno spazio, una distanza tra voi e i vostri pensieri. Se non riuscite a scoprire questo ed ogni pensiero che arriva vi identificate con esso e pensate di essere voi,  non potete essere felici.

Ecco perché la prima cosa è:  “Siate amici della vostra mente”.

Quanti di voi sono amici con se stessi? Vogliamo sempre essere amichevoli con gli altri,  ma siete amici della vostra mente? Considerate la vostra mente come la vostra migliora amica?

Se non posso far sì che la mia mente sia la mia migliore amica, non posso sviluppare  amicizia con nessuno, le amicizie non funzioneranno collasseranno ed è quello che accade oggi giorno, nessuno vuole essere amico di se stesso e tutti cercano di essere amici degli altri.

Qui nel primo verso,  il testo dà una descrizione della mente: “La mente è quella cosa che quando è sveglia va verso l’esterno ed  attraverso gli organi di senso percepisce il mondo esteriore e che durante il sonno ritorna in se stessa,  ed è questa la natura della mente.”

Ma invece cosa succede a tutti noi? A volte siamo svegli ma la mente non vuole andare verso l’esterno  e quando volete dormite non rientra in se stessa, accade o no?  Vi sdraiate e cercate di dormire ma arrivano molti pensieri e allora vi girate da un lato e dall’altro.

La mia domanda è: “Per dormire o dormire felicemente di cosa avete bisogno?” Per dormire felicemente non abbiamo bisogno di un letto o di un cuscino o dell’aria condizionata, abbiamo bisogno di una sola cosa, che il sonno avvenga. Sicuramente il cuscino, il materasso o l’aria  aria condizionata possono aiutare oer addormentarsi,  ma questo non è sufficiente.

Infatti quando la mente è agitata, pur avendo il miglior cuscino, materasso, letto, malgrado ciò non riuscite a dormire. Accade o no? Invece quando veramente avete sonno, anche se siete seduti qui,  vi addormentate …

Quando voi siete svegli la mente si deve proiettare all’esterno e quando dormite la mente deve tornare indietro. Questo significa che ogni volta che volete che la mente si proietti all’esterno  la mente deve andare all’esterno, e quando volete che la mente torni indietro lo deve fare. Ma cosa accade a tutti noi: quando non lo vogliamo la mente se ne va fuori e  quando vogliamo che ritorni non lo fa. Accade o no?

Capite perché vi sentite disturbati?  Agitati  nella vita? Il momento in cui vi agitate è quello in cui volete che la mente funzioni e vada verso fuori e non lo fa,  o quando volete che la mente sia con voi ma la mente va fuori. E questo non porta a nulla

Se vogliamo essere veramente amici della nostra mente possiamo usarla in modo splendido.

Perché la mente è uno strumento e grazie all’ aiuto della mente una persona può conoscere la verità e può comprendere Dio,  e la mente è tale per cui tramite lei possiamo conoscere il passato, presente e futuro. Non è una cosa difficile, potete andare da un astrologo. Ricordatelo:  attraverso la mente uno può conoscere passato, presente e futuro e non è una cosa così difficile.

Voglio condividere con voi una cosa,  durante l’adolescenza facevo previsioni, quando vedevo una persona dicevo molte cose di quella persona  e tutto ciò che dicevo succedeva. Onestamente non sapevo cosa stessi facendo, quando qualcuno me lo chiedeva io gli rispondevo: “Fa questo, affrontalo in questo modo”,  o invece,  “Non farlo, non sprecare tempo”.

Adesso quando ripenso a quel tempo, attraverso questo verso la mente si può connettere col futuro, e c’è abbastanza logica in questo, è così sistematica, la mente può saper comprendere e prevedere cosa accadrà. E se la mia mente è così,  cosa posso dirle? “O mente portami sempre, fammi sempre trattenere pensieri pieni di auspicio, portami pensieri buoni, giusti  per me”

Perché la mente è come una televisione, su qualsiasi canale ti sintonizzi,  ti connetti con un’onda, con una frequenza. Ci sono migliaia di pensieri e dipende da voi, dal vostro transistor, da come vi sintonizzate. Se volete essere arrabbiati o se volete essere  infelici tutti i pensieri di infelicità, negativi arriveranno da voi.

Se  volete essere invece felici  attrarrete pensieri di felicità.

Siete voi a  decidere se essere felici o meno. E come diventarlo? Come sintonizzarlo?  Lo vedremo nel prossimo verso.

Dagli insegnamenti sullo Siva Sankalpam Astu di Swami Ananda Saraswati