Quarto chakra: dall’emotività all’amore empatico

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Il chakra del cuore o anahata chakra corrisponde ad un punto che si trova fra le mammelle e lungo il midollo spinale.

Segna un punto di passaggio tra i chakra inferiori, quelli legati ad aspetti più biologici del mantenimento e della sopravvivenza e quelli più alti, associati ad una coscienza più evoluta.

Questo chakra si trova  sopra il diaframma, una struttura muscolare a cupola che separa la cavità addominale dalla cassa toracica. Al di sotto del diaframma si trovano : lo stomaco, il fegato, il duodeno, la maggior parte dell’apparato digerente, il plesso solare e, come abbiamo visto, il terzo chakra. Sopra il vertice della cupola formata dal diaframma sta il cuore, circondato dai polmoni e avviluppato da una rete di nervi chiamata plesso cardiaco. Il punto centrale di tutto questo sistema ed energia è detto chakra del cuore, a  cui si fa corrispondere l’elemento aria.

Le emozioni e i sentimenti per un’altra persona sono spesso vissuti come uno sgorgare di energia in quest’area al centro del torace.

Il chakra del cuore è importante perché rappresenta il primo albore della coscienza sull’orizzonte simboleggiato dal diaframma. Quando si riesce ad elevare l’energia accumulata nel fuoco solare del terzo chakra per generare ed elevare i sentimenti e l’empatia che costituiscono il potenziale del chakra del cuore, si ottiene simbolicamente un effetto paragonabile al sorgere del sole e del suo irraggiare calore. Nell’evoluzione biologica, lo sviluppo della capacità di sentimento e di compassione,  è un grande passo in avanti verso una  coscienza superiore.

Essendo il centro in cui si integrano i nostri impulsi più elementari e le nostre aspirazioni più evolute, il chakra del cuore, in molte tradizioni è rappresentato da una stella a sei punte. Questo simbolo che si ritrova negli antichi testi indiani e nella tradizione ebraica, è costituito da due triangoli: uno puntato verso l’alto e l’altro verso il basso. La loro sovrapposizione rappresenta la perfetta integrazione con gli aspetti più alti e con quelli più bassi della natura umana.

Il chakra del cuore è di capitale importanza nella teoria yoga perché il cuore è il punto di incontro tra le due distinte coppie di polarità del campo energetico del corpo. La prima è quella esistente fra i chakra più alti e più bassi; la seconda fra le parti destra e sinistra e una verticale tirata per rappresentare le polarità dei chakra alti e dei chakra bassi formano una croce i cui bracci si incontrano sul chakra del cuore.

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Il chakra del cuore quindi rappresenta un punto di convergenza e di integrazione tra le suddette polarità. Una corrente di energia o una integrazione che si sviluppi intorno a questo centro coinvolge potenzialmente l’intera persona.

La piena utilizzazione del diaframma è molto importante nella creazione delle condizioni che favoriscono l’integrazione degli aspetti inferiori e istintivi con quelli superiori e più coscienti. Quando il diaframma si muove ritmicamente e naturalmente, si instaura una libera interazione fra le energie istintuali e la coscienza più evoluta che le sovrasta, così quest’ultima può gestire e coordinare quelle. Si è notato che alcuni individui respirano in modo scomodo e scoordinato. In condizioni di riposo, essi usano prevalentemente i muscoli del torace  e delle spalle, che di regola vengono utilizzati solo in situazioni di emergenza, per integrare l’azione del diaframma; e inoltre il diaframma stesso è mantenuto in posizione fissa non contribuendo minimamente al movimento respiratorio.

Si è studiato molto, specialmente nel campo della bioenergetica, il rapporto fra respirazione e disturbi della personalità in alcuni aspetti. Alexander Lowen ad esempio, notò che l’individuo schizoide, chiuso in se stesso e solitario, che ha nascosto gran parte della propria personalità a se stesso e al mondo, ha un respiro caratteristicamente leggero e usa prevalentemente i muscoli del torace. Egli mantiene il diaframma, la zona dello stomaco e la parte più bassa del tronco in una posizione rigida e tesa. In questo modo egli cerca di evitarsi la percezione dei sentimenti e degli impulsi che originano dai primi tre chakra, dato che per il soggetto, sensi di aggressività e impulsi sessuali sono difficili da governare e da integrare. Spesso l’insegnamento della respirazione diaframmatica o yoga a soggetti del genere, può aiutare a riportare alla coscienza gli impulsi con i quali essi stanno ciecamente lottando. Il movimento del diaframma è di vitale importanza per tutti per fornire la base fisiologica a questa integrazione.

Secondo lo yoga esistono quattro sorgenti elementari da cui scaturisce l’emozione. Essi sono i quattro istinti o bisogni primordiali che costituiscono la base di tutte le esperienze emotive, cioè l’istinto di conservazione e di difesa,connesso al primo chakra, la pulsione sessuale, connessa al secondo chakra, e il bisogno di combustibile (cibo) che è in un certo modo connesso alla zona del terzo chakra , nella quale attraverso la digestione si accumula energia. Questi tre impulsi primitivi o istintivi fungono da meccanismi automatici per la sopravvivenza, assicurandoci il rischio che ci si dimentichi di provvedere ai nostri bisogni di base. Il quarto di questi bisogni è quello di dormire . Se un individuo tira avanti senza dormire svilupperà comportamenti che somigliano a reazioni psicotiche. Insomma la nostra macchina biologica senza il soddisfacimento di questi bisogni primari non può funzionare e la qualità delle emozioni varia a seconda di come questi impulsi vengono gestiti.

Il chakra del cuore è coinvolto nella manifestazione sia della nostra emotività colorata dagli istinti sopra citati, sia da sentimenti più elevati che sono espressione di qualità extra istintuali.

Ad esempio la pura compassione o l’amore altruistico, dove ancora permane un certo grado di separazione dagli altri, tuttavia sono espressioni di integrazione delle forze istintuali dei chakra inferiori e di evoluzione della coscienza. Tali sentimenti vengono espressi proprio quando il quarto chakra inizia a funzionare dopo aver integrato e superato gli attaccamenti ai desideri primari dei chakra inferiori.

Quando questo processo alchemico avviene , azioni come il donare, il prendere a cuore, il senso di responsabilità, l’affetto, il rispetto e la conoscenza dell’altro, sono attivi.

Asana per l’attivazione e integrazione di questo chakra:

Bhujangasana:

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E’ un esercizio meraviglioso da eseguire la mattina. Agisce  sulle vertebre toraciche  superiori e dà sollievo alla schiena incurvata.

Posizione del cobra

Bhujangasana è una posizione di piegamento all’indietro. La definizione Bhujangasana è composta  da due parole sanscrite  Bhujanga che significa serpente e asana significa postura, in breve  “La posizione del serpente”. Questa postura è popolarmente chiamata “postura del cobra”. Postura perché il peso del corpo si scarica sull’addome e la posizione rassomiglia ad un cobra.

Benefici in generale:

Benefici fisici:

Dà sollievo al mal di schiena.

Allunga i muscoli delle spalle, del petto e degli addominali.

Stimola gli organi dell’addome.

Migliora la circolazione del sangue e ossigena la regione spinale e pelvica.

Benefici mentali

Dà sollievo allo stress e alla fatica.

Dà sollievo alle tensioni muscolari.

Benefici Spirituali

Posizione utilissima per la gestione della rabbia.

Benefici in dettaglio:

Questa posizione può aiutare a sistemare i problemi di scivolamento dei dischi vertebrali, cura il mal di schiena e rinforza la spina dorsale mantenendola agile e in salute. Stimola il sistema endocrino, tonifica i muscoli superficiali della schiena e rinforza i muscoli addominali. Tonifica gli organi riproduttivi, stimola la digestione e migliora i problemi di costipazione. Tonifica il fegato e massaggia i reni e le ghiandole surrenali. Corregge le irregolarità mestruali. Le ovaie e i testicoli sono stimolati apportando salute e vigore. Libera le tensioni ed è indicata per le persone facili preda dell’ira. Questa posizione è un rimedio naturale nei casi di amenorrea e dismenorrea e ai vari disturbi dell’utero e delle ovaie.

 

Matsyasana :

Un altro esercizio yoga che espande il torace

Matsyasana

 Posizione del pesce 

Matsyasana o posizione del pesce, suggerisce la posizione di un pesce che galleggia, una forma che si assume durante la posizione. Quest’!sana riempie i polmoni d’aria, incrementandone la capacità, così come il pesce riempie le branchie d’aria.  La definizione è composta da due parole  Matsya-asana. Matsya che significa pesce, !sana che significa postura. Perciò Matsyasana significa “Posizione del pesce”. Questa posizione distrugge tutte le malattie.

Essa è terapeuticamente utile nel migliorare la costipazione, le facoltà respiratorie, la fatica e l’ansietà.

Questa posizione può essere praticata anche in Padmasana, ma un principiante può sempre iniziare con la versione più semplice e più comune..

Benefici in generale:

Benefici fisici

Stimola e allunga i  muscoli addominali e della gola.

Allunga la parte superiore della schiena e il collo.

Benefici mentali

Combatte tutte le malattie.

Benefici in dettaglio:

La circolazione sanguigna è incrementata dato che la regione cervicale, toracica e lombare si allungano. I muscoli della schiena si rinforzano. È benefica per chiunque soffra di spondilite, dolore al collo e rigidità.

Quando il torace si espande, la capacità polmonare si incrementa facilitando la respirazione. Ciò aiuta in caso di asma e bronchite.

La pressione esercitata sul collo lavora sulla tiroide e le paratiroidi (che regolano il calcio nel corpo). Quest’asana bilancia il metabolismo e incrementa il sistema immunitario.

La maggior parte dei problemi addominali e dello stomaco sono corretti, dato che gli intestini e i muscoli addominali vengono allungati e tonificati. È un toccasana per la costipazione e le emorroidi.

Tonifica il sistema nervoso, gli organi pelvici e i nervi connessi con le funzioni sessuali. Aiuta a prevenire e curare i disordini del sistema riproduttivo.

Preparazione:

Sdraiatevi sulla schiena, gambe allungate e piedi uniti. Mettete le mani sotto le cosce con il palmo rivolto verso il basso.

Esecuzione:

Premendo sui gomiti, inspirate formando un arco con la schiena. Fate cadere indietro la testa così che il vertice poggi sul pavimento, ma il peso va scaricato sui gomiti. Espirate. Respirate profondamente nella la posizione, mantenendo le gambe e la parte inferiore del dorso rilassate.

Quanto praticarla:

Respirate e mantenetela per 8-10 respiri.

Come sciogliere la posizione:

Sollevate la testa e ripoggiatela a terra, dopo rilasciate la posizione delle braccia e rilassatevi.

Non praticatela in caso di : 

Pressione bassa o alta, emicrania, insonnia.

Mal di schiena e lesioni al collo.

Esercizio di respirazione o pranayama semplice.

Respirazione profonda e completa.

Sedete in una posizione comoda e osservate il vostro respiro, rendendolo profondo e completo il più possibile. Respirate profondamente nel ventre, poi nel petto e infine nelle spalle e nella gola.. Espirate, capovolgendo l’ordine, e ripetete parecchie volte.