Le ragioni dello Yoga (parte prima)

L’Associazione Yoga Vidya Italia riapre i battenti e, come ogni anno, ci si ritrova a dover fare i conti con le innumerevoli sfide che si presentano e che bisogna affrontare per continuare a proporre uno yoga che sia quello della tradizione, senza lasciarsi corrompere da tutto ciò che fa business facile. Sfide che vanno a braccetto con l’impegno, l’entusiasmo e la competenza profusi. E allora ci sembra doveroso nei riguardi di tutti i nostri vecchi, nuovi e futuri iscritti e tutti coloro che vogliono conoscere, introdurre la differenza tra la nostra Associazione e la sua etica e le migliaia di pseudo scuole/palestre che propongono un prodotto definito yoga. Ovvero, la serietà che distinguono Yoga Vidya Italia e tutte le altre scuole in linea con la tradizione.

A tale fine è necessario domandarsi in primo luogo se sappiamo davvero cosa facciamo quando pratichiamo yoga e se conosciamo effettivamente cosa sia e quale sia il suo fine. In Occidente c’è molta confusione al riguardo, soprattutto se si approccia lo yoga in ambienti che non gli appartengono come le palestre o da punti di vista che lo snaturano. Oggigiorno è infatti necessario aggiungere l’aggettivo “tradizionale” per poter distinguere l’autentico yoga dalle sue numerose distorsioni.

In realtà lo Yoga nasce in India migliaia di anni fa e se continua a esistere è grazie a insegnanti che lo hanno trasmesso integro, preservandolo da depauperamenti e contaminazioni che, purtroppo, avvengono di continuo, specie qui in occidente e che danneggiano non solo le scuole serie ma soprattutto tutti coloro che approcciano un  qualcosa che yoga non è. Allora è necessario conoscere bene cosa scegliamo, a chi ci affidiamo, per cosa ci impegniamo.

Per questo vogliamo proporre in queste pagine due interviste: la prima alla nostra insegnante Stefania Rossito, che dopo anni di formazione in Italia e in India, si occupa di diffondere lo yoga a Siracusa, collaborando con l’associazione Vidya Vahini Trust  di Madras, India. La seconda al nostro Maestro Swami Ananda Chaitanya, acharya, giornalista e conferenziere, autore del metodo Yoga Vidya, il cui  percorso formativo si sviluppa nella Tradizione e nella Tradizione continua con l’insegnamento e la diffusione dello Yoga e del Vedanta.

 

Le ragioni di Yoga Vidya Italia, dialogo con Stefania Rossitto

 

Stefania, buon giorno. Puoi dirci cosa è Yoga Vidya?

Yoga Vidya è un pacchetto di tecniche e insegnamenti yoga ispirato alla tradizione. La parola vidya significa conoscenza ed è proprio la conoscenza che permette di raggiungere la consapevolezza di Sé che è il fine dello yoga.

Che significa ispirato alla tradizione?

Oggi lo yoga è di moda, sentiamo parlare di tanti stili di yoga, come lo yoga dance,  il trekking yoga, il power yoga… È praticato in palestra come una qualunque disciplina sportiva, è stato modificato, adattato. E quando ci chiediamo cosa sia effettivamente lo yoga, ci confondiamo. Infatti, il vero yoga è quello tramandato in millenni da maestro a discepolo, è una conoscenza da preservare e trasmettere senza modifiche né distorsioni.

Qual è la differenza quindi tra le attività di fitness e lo yoga?

Lo yoga non è come le altre attività fisiche che ti fanno scaricare e perdere energie, bensì serve a gestire la propria  energia e a mantenerla. Alla fine di una lezione si è più vitali e i benefici vanno non solo al fisico ma anche alla mente.

Puoi illustrarci le caratteristiche del metodo Yoga Vidya  adoperato presso questa Associazione?

Yoga Vidya si propone di prendersi cura del benessere integrale della persona, mantenendo in forma corpo  e  mente.  Laddove in palestra siamo soliti tenerci in movimento per bruciare calorie, con lo yoga, grazie a esercizi fisici mirati o posture (asana) e respiratori (pranayama), è possibile non solo prendersi cura del proprio fisico, ma incrementare l’energia vitale, così da portare equilibrio interiore risolvendo numerosi problemi emotivi o legati allo stress. Inoltre Yoga Vidya  non pone attenzione solo alle posizioni, la respirazione, il rilassamento, ma cura in modo particolare lo stile di vita dei propri allievi. Infine, ripulendo la mente dalle impurità, ovvero imparando a gestirla, la si prepara a ricevere la conoscenza.

Come si svolge una lezione tipo?

Innanzitutto c’è la fase di riscaldamento propedeutica alle posizioni, che è composta da una sequenza di asana, come Surya Namaskara, che viene sempre inclusa, e prepara il corpo alle posture successive. Seguono ulteriori posizioni dinamiche e statiche che coinvolgono tutte le parti del corpo, una fase di tecniche di respirazione o pranayama, infine il rilassamento.

Perché a ogni lezione viene sempre inclusa la sequenza del surya namaskara (saluto al sole), di che si tratta?

 Surya in sanscrito significa sole, namaskara saluto. Il sole è la più grande fonte d’energia e con questa sequenza di asana non facciamo altro che propiziarci quella sorgente di vita. Viene sempre inclusa perché è una pratica completa di posizioni che comprendono l’allungamento avanti e indietro del corpo,  le posizioni capovolte e la respirazione ritmata che viene eseguita durante l’esecuzione delle posizioni in sequenza.  Aiuta a perdere peso, ad allungare, massaggiare e tonificare le articolazioni, i muscoli e gli organi interni. È una sequenza  molto utile con la quale lavoriamo per riscaldare i muscoli e preparare le articolazioni ad eseguire altre posizioni.

Con le posizioni (asana) incluse in una lezione tipo si fa lavorare l’intero corpo?

Sì, il corpo lavora integralmente insieme all’apparato respiratorio. Inoltre, anche la mente è impegnata, non solo nell’esecuzione delle varie posture, ma anche all’ascolto dei segnali provenienti dal corpo, soprattutto durante il mantenimento delle posture e durante la respirazione. Infatti è grazie a questa attenzione che la mente trasforma l’atto involontario della respirazione in un atto volontario, gestibile.

Bisogna sforzarsi quando non si arriva a tenere una data posizione?

No. Ognuno deve trovare il proprio limite e fermarsi. Un codice etico dello yoga è ahimsa, la non violenza. Infatti bisogna essere non-violenti non solo nei confronti degli altri, ma anche e soprattutto con se stessi. Mai fare violenza al proprio corpo. Bisogna accompagnare con cura e attenzione il corpo nel raggiungimento del proprio equilibrio,  in seguito più si avanza, più diventa facile tenere le posizioni.

Perché le asana devono essere accompagnate da una corretta respirazione?

Perché la corretta respirazione facilita l’esecuzione e il mantenimento della posizione che in tal modo ha un effetto più rilevante sul corpo, apportando di conseguenza maggiori benefici.

Cosa è il pranayama e a cosa serve?

La vita inizia e finisce con il respiro che è la base della vita. Il respiro è connesso all’energia vitale. Con il pranayama si mira a gestire e ampliare l’energia vitale attraverso la gestione del respiro.

Nello specifico, quali i benefici per il fisico?

Anche a livello fisico il pranayama può essere molto utile, infatti imparare a respirare correttamente significa portare la giusta quantità di nutrimento e ossigeno alle cellule, inoltre si potenzia la capacità polmonare.

E per la mente? Il pranayama potenzia l’energia vitale (prana), che è ciò che ci fa vivere. Il prana è connesso sia al corpo che alla mente, infatti il respiro cambia nei vari stati d’animo. Quindi influenzando il respiro si influenzano gli stati d’animo.

A che serve il rilassamento?

Dopo una sezione di yoga e dopo sequenze impegnative, serve a recuperare e riportare equilibrio nell’energia, perché si lavora sempre con l’energia. Un bravo insegnante deve sempre tenere a mente questo aspetto. Per questo lo yoga non è agonismo, non è sport. Quel che ci si propone non è potenziare i muscoli, ma prendersi cura di se stessi senza entrare in competizione con nessuno. L’insegnante deve avere bene in mente che si sta lavorando con l’energia vitale delle persone,  deve conoscere dunque quali energie attiva e di quali parti del corpo, avendo la consapevolezza che manipolandole in maniera errata, ovvero creando squilibrio, è possibile creare danni sia a livello fisico che mentale.

Cosa c’è dopo le asana e il pranayama?

C’è la meditazione.

A che serve la meditazione?

A uno stadio iniziale a osservare la mente, quali sono i processi mentali e quali sono i nostri pensieri. Più riusciamo a tenere immobile il corpo durante la meditazione, più la mente si calma e più sarà facile osservarla. Inoltre la meditazione serve a entrare in stadi di coscienza più elevati e a forme di contemplazione, ma questo è un processo che avviene con il tempo.

Allora cosa è lo yoga?

Dal punto di vista degli asana è un modo per tenersi in forma e in salute, se lo dobbiamo guardare dal punto di vista integrale è una disciplina che mette in comunicazione corpo, mente e anima  e porta ad avere più consapevolezza di sé.

Lo yoga è praticabile a tutte le età?

Sì, tenendo conto dei limiti di ognuno e adattandolo alle varie fasi della vita.

Ha controindicazioni?

Se viene praticato nel rispetto delle condizioni dell’allievo, no. Se invece viene esasperato e reso grossolano e quindi viene data un’eccessiva enfasi alle posizioni diventa pericoloso sia per il fisico che per la mente.

Quale il fine dello yoga?

Per non addentrarci troppo nella filosofia yoga, possiamo dire che è un mezzo o anche un modo per conoscersi meglio lavorando attraverso il corpo e la mente, quindi l’acquisizione della consapevolezza.

Come scegliere un insegnante di Yoga?

Nella scelta di  un insegnante è indispensabile verificare la sua formazione. In Italia e in India ci sono diverse scuole di formazione che seguono dei programmi che corrispondono a degli standard  fissati a livello internazionale. L’insegnante quindi deve aver seguito almeno un corso di formazione certificato di un minimo di 250 ore, deve seguire uno stile di vita adeguato e aver sviluppato l’ascolto, l’ascolto di sé e dell’allievo. Se si vuole studiare lo yoga da fonti dirette per poi insegnarlo e nel contempo avere una formazione che segua certi standard, Yoga Vidya Italia propone dei residenziali in India, presso l’ashram di Swami Ananda Chaitanya, dove sarà possibile apprendere lo yoga della tradizione.

Perché dobbiamo recitare un mantra all’inizio e alla fine della lezione?

Non tutte le scuole recitano l’Om e i mantra. Noi lo facciamo perché in tal modo ci teniamo in contatto con la tradizione. Infatti, i mantra che recitiamo sono una forma di ringraziamento e noi, come beneficiari di questa conoscenza, siamo grati nei confronti della tradizione e dei maestri che hanno contribuito alla sua trasmissione.

Quali i benefici principali di chi pratica yoga regolarmente?

Ci si mantiene in forma in maniera olistica, prendendosi cura del corpo  e della mente. Si porta equilibrio nella vita di ogni giorno e, calmando la mente, si risolvono i problemi legati all’ansia e allo stress. Si possono attenuare o anche risolvere diverse patologie, si acquisisce vigore, armonia, consapevolezza, positività. Prendersi cura di sé, ritagliarsi uno spazio nel caos della vita quotidiana, significa imparare ad acquistare non solo benessere fisico e mentale ma anche e soprattutto può significare imparare a essere felici.