Secondo Chakra: emozioni legate al desiderio, sensualità e sessualità

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Il secondo chakra della coscienza è situato in prossimità degli organi genitali , ciò da un punto di vista fisiologico, cioè da dove avviene l’espulsione dei liquidi organici (minzione ed eiaculazione). Mentre il chakra anale era associato all’ elemento terra, questo chakra è associato all’ elemento acqua.

Da un punto di vista psicologico questo centro è regolato dagli impulsi sessuali, dal desiderio, e più in generale, dal piacere dei sensi. Mentre il primo chakra è legato alla sopravvivenza e all’autodifesa personale, le energie di questo centro sono invece focalizzate alla conservazione della specie.

Benché rappresenti pur sempre un impulso biologico ed istintivo, è però meno primitivo e va al di là della paura più elementare dell’annientamento. Il suo obiettivo è qualcosa di più del puro istinto di difesa e autoconservazione. Esso è responsabile di un certo tipo di creatività, tuttavia legata ad un piano strettamente e grossolanamente biologico.

Una persona la cui energia graviti sul secondo chakra tenderà a coltivare il piacere dei sensi e soprattutto le esperienze sessuali. Nelle relazioni , considererà l’altro come oggetto sessuale piuttosto che come compagno, amico, rivale o persona da temere (come nel caso in cui predominava il primo chakra) .

L’energia libera che circola in questo chakra è senza dubbio potente, così quando l’individuo cerca di reprimerla, essa può continuare a influenzarne le motivazioni che lo spingono ad agire e la personalità. La persona nel proprio agire sarà spinta dalle proprie attrazioni o repulsioni, dai propri ” mi piace e non mi piace”, caratteristici di una personalità a tratti infantile, dispotica e manipolatrice.

Nella tradizione yoga esistono due metodi per gestire l’ energia del secondo chakra e favorire uno sviluppo armonico della propria coscienza e personalità.

Nel primo metodo si può costantemente incanalarla all’ interno di questo chakra, usandola attraverso l’espressione della sensualità e sessualità in maniera consapevole per crescere e affrancarsi emotivamente da queste. Questa via, insieme ad altre tecniche fisiche e mentali,  è molto diffusa nel Tantra. Si deve sempre ricordare che il sistema dei chakra è proprio legato alla filosofia tantrica. Il tantrismo insegna che il corpo è sacro e che in relazione a questo si può conseguire la liberazione.

Nel secondo metodo, anziché raccogliere l’energia in questo chakra, ci si  dedica ad incanalarla ed innalzarla verso i centri o chakra superiori. Questo dirottamento nei centri superiori in psicoanalisi è chiamato sublimazione. Questo processo permette all’ energia psichica e vitale del secondo chakra, di essere utilizzata per fini creativi e produttivi, come l’arte ad esempio, o all’ auto-esplorazione come nella meditazione.

Questa seconda via, cioè la via della sublimazione , nello yoga corrisponde allo stadio di brahmacharya , non è pertanto una semplice soppressione o controllo dell’attività sessuale, ma piuttosto un incanalare ed elevare l’energia che altrimenti si libererebbe con la sessualità.

Secondo gli antichi manuali di yoga, nell’era vedica, gli yogi praticavano un’iniziazione, per discepoli più avanzati, coltivando il controllo dell’energia sessuale. Questo metodo aiuta a far innalzare fino al cervello l’energia usata normalmente nella procreazione , per poi farla ricircolare nell’ organismo, convogliando cioè la coscienza dai centri inferiori ai centri superiori.  Queste pratiche sono ancora oggi in uso e vengono attuate da yogi  progrediti , che hanno studiato sotto la guida di maestri appartenenti ad un lignaggio riconosciuto dalla tradizione.

Venendo a noi, volendo esplorare alcune posizioni di hatha yoga che stimolano ed equilibrano il terzo chakra, ecco qui di seguito una piccola pratica  e una meditazione:

Posizione potente della sedia “Utkatasana”

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Posizione dell’angolo aperto con piegamento in avanti “Upavistha Konasana”

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Posizione dell’angolo trattenuto “Baddha Konasana”

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Posizione del muso di mucca  “Gomukhasana”

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Posizione della barca “Paripurna Navasana”

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 Torsione spinale “Udara Karshanasana”

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Posizione del cadavere “Savasana”

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Meditazione sull’elemento acqua

L’acqua si associa alla purificazione sia interna che esterna, quindi seduti comodi a gambe incrociate, schiena dritta, occhi chiusi, dopo esservi tranquillizzati per qualche minuto, focalizzando l’attenzione sul respiro, riaprite gli occhi e iniziate bevendo un bel bicchiere d’acqua fresca, assaporatelo lentamente e osservate le sensazioni che si producono in voi. Richiudendo gli occhi sentite la freschezza dell’acqua nello stomaco, immaginate l’acqua mentre vi attraversa , mentre passa dallo stomaco in tutto il corpo, purificandolo.

Buona pratica!