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Il vero scopo dello Yoga

Fra le varie parole Sanscrite che sono divenute estremamente popolari in tutto il mondo nell’ultimo secolo più o meno, possiamo certamente dire che yoga è la più famosa di tutte.
Oggi vi sono innumerevoli centri yoga in tutte le città a livello globale, milioni di praticanti yoga e migliaia di insegnanti, sia in India sia all’estero, molto bravi ed esperti nelle asana o posizioni del corpo, e pranayama ovvero tecniche di respirazione.Il mercato è inondato da migliaia di libri sullo yoga, e persino da lezioni di yoga in televisione, DVD e cassette, incluse “nuove forme di yoga” basate su di una mescolanza fra le forme esteriori di asana e pranayama e la danza moderna, l’aerobica e così via.La maggior parte di questi insegnanti presenta lo yoga come fosse un programma di fitness per perdere peso o generalmente per ottenere un corpo più sano, per socializzare ed essere alla moda o persino per avere migliori performance sessuali.
La meditazione, anche se appare nel programma d’insegnamento, è meramente usata come una tecnica per alleviare lo stress per aiutare le persone nei loro stili di vita artificiali ed insoddisfacenti.
Ma tutto ciò è davvero fuorviante. Lo yoga non è una forma d’intrattenimento, uno sport, una specialità ginnica , un programma di fitness, o un trattamento per malattie fisiche.
Certamente lo yoga, e soprattutto i suoi anga (membra) noti come asana e pranayama, possono essere usati per tali scopi, ma sarebbe come usare l’insieme di un’enciclopedia autorevole e completa semplicemente come un piano su cui mangiare o come un letto per dormire. Lo scopo delle asana nello yoga non è avere un corpo attraente da vedere o contorcersi come un acrobata  per il divertimento degli altri, e lo scopo del pranayama nello yoga non è accelerare il nostro metabolismo così che si possano mangiare più cibi grassi senza avere la pancia o un corpo obeso. Anzi, è il contrario: tradizionalmente è previsto che lo yoga trascini via ancor più il sadhaka, il praticante, dalle identificazioni corporee e dall’attaccamento alla gratificazione dei sensi, e infine che riduca il respiro e il metabolismo ad un livello così minimo che il sadhaka persino non ha più bisogno di aria o cibo del tutto, come possiamo facilmente vedere in moltissimi esempi di grandi yogi del passato.
La parola yoga letteralmente significa ‘unione’. Deriva dalla radice yuj, che significa ‘unire, connettere, controllare, disciplinare’, proprio come quando cavalli o buoi sono aggiogati ad un carro per trainarlo. In questo senso, lo yoga ha lo stesso significato primario del termine italiano (= inglese) ‘religione’ che deriva dal latino re-ligare, ovvero “connettere, unire” l’essere umano al Dio.
Il concetto dello yoga, ad ogni modo, è più vasto del concetto di religione, poiché si applica a differenti livelli di identificazione quali corpo/forza di volontà, sensi/mente, mente/intelligenza, intelligenza/sè spirituale, sè minore/sè sommo, sè individuale/sè supremo, in cui il sè inferiore deve essere disciplinato, controllato, e usato dalla realtà superiore in un cammino progressivo.
Lo yoga include la conoscenza del corpo materiale e della natura, i campi della scienza che in termini occidentali comprendono la fisica, l’elettromagnetismo, la biologia, la neurologia, la psicologia, la medicina e altre simili branche della conoscenza. Inoltre la scienza dello yoga include aspetti che la scienza occidentale sta iniziando solo ora ad investigare seriamente, come la cinetica (ovvero la scienza delle vibrazioni e dei loro effetti specialmente sull’acqua), il biomagnetismo, la connessione fra gli esseri viventi e l’ambiente, e molte altre. Sebbene espressa in termini che tradizionalmente appartengono alla cultura Vedica, come chakra, nadi, prana etc, la conoscenza tecnica dello Yoga è profondamente scientifica e rende capace i suoi studenti di agire sulla struttura della materia in modi sorprendenti, controllando completamente il respiro, il battito del cuore, il metabolismo, la temperatura corporea, la regolazione ormonale, e in alcuni casi persino l’aggregazione degli atomi come ad esempio nella bilocazione del proprio corpo, nella levitazione, e in altri prodigi che generalmente sembrano essere miracolosi. Ma controllare il corpo non è lo scopo più alto dello yoga: infatti il controllo del corpo è solo il primo passo sulla strada per raggiungere il controllo della mente e dei suoi sorprendenti poteri, inclusi i fenomeni che la scienza occidentale di solito considera come “parapsicologia”, come la telepatia, la chiaroveggenza, la telecinesi, la guarigione a distanza, e così via.
Lo Yoga può anche essere considerato la scienza Vedica della psicologia dinamica integrativa poiché unisce i vari livelli della coscienza- chiamati stato di veglia, sonno con sogni e sonno senza sogni, ovvero cosciente, subcosciente e supercosciente.
Questa integrazione guarisce tutti i conflitti interiori e quando i conflitti interiori vengono guariti, anche i conflitti esterni possono essere risolti pacificamente e con grande vantaggio per tutti coloro che vi sono coinvolti.

A volte la gente crede che vi siano differenti vie di yoga, in competizione o persino in opposizione fra loro. Ma ciò non è vero. Il vero yoga non crea mai divisioni.
Le diverse pratiche di yoga dovrebbero essere integrate tra loro a seconda del percorso evolutivo specifico dell’individuo: ad esempio, il karma yoga è la scienza dell’azione disinteressata, il buddhi yoga è la scienza dell’intelligenza e della consapevolezza, lo jnana yoga è la ricerca di conoscenza filosofica e scientifica, il sankhya yoga è la ricerca logica e analitica della verità, il bhakti yoga è la scienza dell’amore e della devozione verso il Supremo e l’hatha yoga è la scienza del corretto utilizzo del corpo materiale per la realizzazione della conoscenza e coscienza trascendenti.
Tutte queste branche dello yoga sono complementari e sono basate sugli stessi principi e sugli stessi gradini necessari (chiamati asta anga):


1. yama (astensioni),
2. niyama (prescrizioni),
3. asana (controllo del corpo),
4. pranayama (controllo del respiro),
5. pratyahara (ritirare i sensi dagli oggetti dei sensi),
6. dharana (concentrazione della mente),
7. dhyana (meditazione attiva), e contemplazione
8. samadhi (costante assorbimento, dove l’ignoranza e l’illusione sono completamente vinte).

 

Per raggiungere questa perfezione dello yoga è necessario ricevere una guida appropriata da un sadhaka che ha già raggiunto quel livello. Un Guru ha il dovere di guidare ogni discepolo personalmente sul cammino progressivo della liberazione, istruendolo in tutti i principi della religione, dal più semplice-veridicità- al più alto- austerità- e deve trasmettere la conoscenza appropriata attraverso la sua genuina realizzazione ed esempio.
La disciplina applicata dal Guru nell’addestramento del discepolo è basata su regole chiamate yama e niyama.
Yama consiste di ahimsa o non violenza, satya o veridicità, asteya o onestà, brahmacharya o attitudine puramente spirituale nelle relazioni, aparigraha o distacco. Niyama consiste di saucha o pulizia, santosha o appagamento, tapas o controllo di sè, svadhyaya o studio della conoscenza spirituale, e isvara pranidhana o dedizione al Dio. Questi sono i passi preliminari nello Yoga. Se qualcuno afferma di praticare lo yoga ma non osserva questi requisiti di base in merito alle astensioni e alle prescrizioni, è un illuso e sta ingannando se stesso e il pubblico.
Parama karuna Devi

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